*Piccoli passi nella Taiga (in fase di editing)

La protagonista principale: la violoncellista Fiona Moira
(schizzo a matita morbida dell’autrice)

Questa nuova avvincente storia racconta di una violoncellista, di sua figlia Vladimira che è una promettente violinista e di un rocambolesco viaggio attraverso la Siberia alla ricerca di una misteriosa shaman che, grazie alla magia della musica, riuscirà a riordinare le trame della loro Vita!

Con un pizzico di magica sensualità sulle note di musiche meravigliose vi trasporterò tra la neve ed i ghiacci della Taiga siberiana fin sulle sponde del lago  Baikal…

Considerazioni di chi ha letto la bozza del romanzo

Pedro “Pepe”  (e-mail 2.3.2015)

Já me apercebi que este novo texto tem uma construção literária ainda mais elegante e fluída do que o anterior, e a narração na 1ª pessoa é muito feliz. A ligação entre a música, a vida e a literatura é sempre um motivo difícil e sedutor, pleno de inspiração e sugestão, para mais associada ao tema da viagem, à relação mãe-filha.
Para não falar do espaço mítico da taiga. A leitura promete!
A capa é lindíssima.

Alda (lettera 10.3.2015)

Cara Claudine, ho finito la lettura del testo che mi hai mandato. ti dico solo una parola: Bellissimo! La storia è affascinante ma soprattutto sono le descrizioni dei luoghi, degli ambienti, delle cose che ti fano entrare nel racconto e partecipare con emozione. Belli anche i ritratti e la copertina. I miei complimenti!

Nadia  (e-mail 6.4.2015)

A piccoli passi mi avvicino a te cara Fiona. Si sei proprio tu. Sempre generosa e premurosa fino a diventare a volte un po’ paranoica, facendoti prendere da improvvise e profonde malinconie. Il tuo amore per la musica, la vita, traspare nelle tue parole e fa del bene. Le lettere di Vladimira sono anche mi sembra un riconoscere le proprie debolezze, paure verso quel mondo sconosciuto che ci aspetta. E’ un racconto molto personale se pur brillantemente scritto con moltissima immaginazione ma pieno di ottimi riferimenti culturali. La ricerca dell’amore perduto e l’imparare a lasciar andare. La figlia che diventa adolescente, la morte di un caro. Gli spiriti. Insomma cara amica, sei un pozzo di idee e forti emozioni. Aspettando il cerchio dell’ouroborus ti abbraccio e sono felice di essere tornata a far parte della tua realtà. E come dice Seneca: passato e presente ci unisce già con certezza, vedremo cosa ci porterà il futuro.

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